In breve
- La soglia di Google: contenuto principale visibile entro 2,5 secondi sul 75% delle visite reali (LCP)
- Le altre due soglie: reattività al clic sotto 200 ms (INP) e stabilità visiva sotto 0,1 (CLS)
- La causa numero uno: immagini caricate a dimensione originale dal telefono
- Strumenti per misurare: PageSpeed Insights e Search Console, entrambi gratuiti
- Cosa si risolve in poche ore: immagini, cache, plugin inutili
- Cosa richiede più lavoro: tema pesante, page builder, hosting inadeguato
- Manutenzione continuativa: da 39 euro al mese
- Analisi iniziale: gratuita, con i problemi in ordine di priorità
Un sito WordPress lento non è quasi mai lento per un motivo esotico. Nella grande maggioranza dei casi sono due o tre cause banali che si sommano, e che si riconoscono in dieci minuti di analisi.
Prima di tutto: misura, non tirare a indovinare
La sensazione che il sito sia lento non basta, perché dal tuo computer in ufficio con la pagina già in cache tutto sembra veloce. Servono due strumenti, entrambi gratuiti.
PageSpeed Insights ti dà due blocchi di dati diversi ed è importante non confonderli. In alto ci sono i dati di campo, cioè le misurazioni raccolte dagli utenti reali che hanno visitato il tuo sito negli ultimi 28 giorni: sono quelli che contano per Google. Sotto ci sono i dati di laboratorio, cioè un test simulato fatto al momento: utili per capire cosa sistemare, ma non sono il tuo voto. Se il tuo sito ha poco traffico i dati di campo potrebbero non comparire affatto.
Search Console, nella sezione Segnali web essenziali, mostra l'andamento nel tempo e raggruppa le pagine per problema. È il posto giusto per capire se la lentezza riguarda tutto il sito o solo alcune pagine.
Le tre soglie da rispettare, sul 75% delle visite reali:
- LCP sotto 2,5 secondi: quanto ci mette a comparire l'elemento più grande della pagina
- INP sotto 200 millisecondi: quanto ci mette il sito a reagire quando qualcuno tocca o clicca
- CLS sotto 0,1: quanto il contenuto salta mentre la pagina carica
Un dettaglio che fa la differenza nei test: misura sempre da rete mobile, non da desktop con la fibra. I tuoi clienti ti cercano dal telefono, spesso fuori casa.
Le sette cause, in ordine di quanto pesano davvero
1. Le immagini caricate così come sono
È la causa numero uno, e da sola spiega buona parte dei siti lenti che analizziamo. Una foto scattata con il telefono pesa fra i tre e i sei megabyte ed è larga cinquemila pixel. Caricata nella galleria senza passaggi intermedi, quella foto viene servita intera anche a chi la guarda dentro un riquadro da trecento pixel su uno schermo da smartphone.
Il ridimensionamento a una larghezza sensata, la compressione e i formati moderni come WebP o AVIF riducono il peso dell'ottanta o novanta per cento senza differenze visibili. È l'intervento con il miglior rapporto fra fatica e risultato che esista.
2. Il tema generalista con il page builder
I temi venduti come adatti a qualunque settore devono coprire ogni scenario possibile, quindi caricano codice per funzioni che il tuo sito non userà mai. Se sopra ci metti un costruttore visuale di pagine, ogni riquadro che trascini genera livelli di codice che il browser deve comunque interpretare.
Il risultato è una pagina che pesa parecchi megabyte prima ancora dei contenuti. Questa causa è anche la più scomoda, perché non si risolve con un'impostazione: o si alleggerisce in profondità o si rifà la base.
3. Nessuna cache, o cache configurata male
Senza cache, ogni visita obbliga il server a rigenerare la pagina da zero interrogando il database. Con la cache attiva la pagina viene servita già pronta. È un intervento rapido, ma va configurato con criterio: una cache impostata male crea problemi sulle pagine che devono restare dinamiche, e capita di vedere carrelli che mostrano prodotti di altri visitatori.
4. Troppi plugin, o plugin che fanno troppo
Il problema non è il numero. Venti plugin leggeri incidono meno di tre plugin che caricano le proprie librerie su tutte le pagine del sito, comprese quelle dove non servono. I casi tipici sono i moduli di contatto, i cursori di immagini e i sistemi di recensioni, che spesso aggiungono fogli di stile e script ovunque.
Il metodo per scoprirlo è disattivare i plugin uno alla volta su una copia di prova e misurare dopo ogni passaggio. Noioso, ma è l'unico modo per avere una risposta certa invece di un'opinione.
5. L'hosting sottodimensionato
Un piano condiviso da venticinque euro l'anno mette il tuo sito su una macchina insieme a centinaia di altri. Quando uno di quelli ha un picco di traffico, rallenti tu. Il sintomo riconoscibile è il tempo di risposta del server alto anche sulle pagine più semplici.
Attenzione però all'ordine: cambiare hosting è l'intervento più visibile e più rassicurante da vendere, ma se le immagini pesano tre megabyte il sito resterà lento anche sul server migliore del mondo. L'hosting si cambia dopo aver escluso il resto, non prima.
6. Font e script caricati da fuori
Ogni font caricato da un servizio esterno, ogni pixel di tracciamento, ogni widget di chat o di recensioni è una connessione a un altro server che deve rispondere prima che la pagina si completi. Tre o quattro di questi servizi bastano a spostare il caricamento di un secondo abbondante.
I font si possono servire dal proprio dominio, i tracciamenti si possono ridurre a quelli che guardi davvero, e i widget si possono caricare solo quando il visitatore scorre fino a quel punto della pagina.
7. Il database gonfio
WordPress conserva una revisione per ogni salvataggio di ogni pagina. Dopo qualche anno un sito con duecento pagine può averne migliaia, a cui si aggiungono commenti indesiderati, dati temporanei mai scaduti e tabelle lasciate da plugin disinstallati. È la causa che pesa meno delle sette, ma su siti vecchi contribuisce.
Cosa si sistema in poche ore e cosa no
Immagini, cache, plugin superflui, pulizia del database e caricamento differito sono interventi circoscritti: si fanno, si misura, si vede il risultato. In genere è qui che si recupera la maggior parte del tempo perso.
Tema generalista, page builder e hosting inadeguato sono un'altra categoria. Non sono impostazioni da correggere: sono scelte strutturali. Si possono alleggerire, ma ogni intervento tampona un sintomo mentre la causa resta al suo posto.
Il momento in cui conviene fermarsi e valutare il rifacimento è quando ti accorgi che stai pagando interventi ripetuti sullo stesso problema. Un sito nuovo costruito bene parte da 550 euro, e spesso è meno di quanto si spende in due anni a inseguire un sito che non regge.
Quanto costa sistemarlo
L'analisi è gratuita. Guardiamo dati di campo, dati di laboratorio, peso delle risorse, plugin attivi e risposta del server, e ti diciamo quali sono le cause nel tuo caso specifico, in ordine di quanto pesano. Ricevi il quadro anche se poi decidi di non farci fare nulla.
L'intervento di ottimizzazione si preventiva dopo l'analisi, perché il lavoro cambia molto a seconda di cosa salta fuori. Sistemare immagini e cache su un sito sano è un conto, rimettere in piedi un sito costruito su un tema che genera codice ridondante è un altro. Il preventivo arriva scritto entro 24 ore e non parte prima che tu lo abbia approvato.
La manutenzione continuativa parte da 39 euro al mese e comprende aggiornamenti di WordPress, tema e plugin fatti su copia di prova prima che sul sito online, backup automatici, monitoraggio della raggiungibilità e della sicurezza, controllo periodico delle prestazioni e le piccole modifiche ai contenuti. È il servizio che evita di ritrovarsi fra due anni con lo stesso problema, moltiplicato.
Se il sito è da rifare, si parte da 550 euro per un sito WordPress o statico costruito su misura, con la velocità curata dall'inizio invece che rincorsa dopo.
Quando il problema non è la velocità
Vale la pena dirlo, perché capita spesso. Molte attività arrivano convinte che il sito non porti clienti perché è lento, e poi dall'analisi emerge che il sito è discretamente veloce ma non lo trova nessuno, oppure lo trovano e non capiscono cosa vendi.
La velocità è una condizione necessaria e non sufficiente: serve a non perdere le persone che stanno già arrivando. Se non arriva nessuno, il problema sta nel posizionamento su Google, e ottimizzare i millisecondi non lo risolve. Se arrivano e non ti contattano, il problema è cosa trovano sulla pagina, e ne abbiamo scritto in perché il tuo sito non porta clienti.
Un fornitore serio te lo dice prima di vendere l'intervento sbagliato.
Domande frequenti
Quanto deve caricare velocemente un sito per Google?
La soglia di riferimento è il Largest Contentful Paint sotto i 2,5 secondi, misurato sul 75% delle visite reali e non su un singolo test. A questa si affiancano l'INP sotto i 200 millisecondi per la reattività ai clic e il CLS sotto 0,1 per la stabilità visiva. Un sito che rispetta tutte e tre le soglie su dati reali è considerato buono.
La velocità conta davvero per il posizionamento?
Conta, ma meno di quanto si dica in giro. Fra due pagine con contenuti equivalenti Google preferisce la più veloce, però un sito rapidissimo con contenuti deboli non supera un sito lento con contenuti ottimi. L'effetto più grosso della lentezza è sui visitatori che se ne vanno prima di vedere la pagina, non sul ranking.
Quanti plugin sono troppi su WordPress?
Non esiste un numero limite: pesa molto più cosa fanno che quanti sono. Venti plugin leggeri e ben scritti possono incidere meno di tre plugin che caricano librerie su ogni pagina del sito. Il problema tipico sono i plugin generalisti che aggiungono fogli di stile e script ovunque, anche nelle pagine che non li usano.
Conviene cambiare hosting per velocizzare il sito?
Solo dopo aver escluso le altre cause. Cambiare hosting è un intervento visibile e rassicurante, ma se il problema sono immagini da tre megabyte e un tema pesante, su un server migliore il sito resterà lento e avrai speso soldi per spostare il problema. L'hosting va cambiato quando il tempo di risposta del server resta alto anche con il resto in ordine.
Meglio ottimizzare il sito che ho o rifarlo da zero?
Dipende dallo stato di partenza. Se la struttura è sana e i problemi sono immagini, cache e qualche plugin, si ottimizza e si risolve. Se il sito è costruito su un tema generalista con un page builder che genera codice ridondante, ogni intervento tampona un sintomo senza toccare la causa: in quel caso rifarlo costa meno che inseguirlo, e si parte da 550 euro.
Da dove partire
Apri PageSpeed Insights, incolla l'indirizzo del tuo sito e guarda il blocco dei dati di campo in alto. Se il Largest Contentful Paint supera i 2,5 secondi, hai un problema misurabile e vale la pena capire da dove arriva.
Se vuoi il quadro completo senza metterci mano tu, l'analisi la facciamo noi e non costa nulla: ti diciamo quali sono le cause nel tuo caso, quali si risolvono in mezza giornata e quali richiedono un intervento più profondo. Lavoriamo con attività di Cagliari e di tutta la Sardegna, in presenza nella città metropolitana e da remoto per il resto.



